L’ex ILVA alla resa dei conti
E’ la lotta operaia che decide!
I capitalisti e i loro governi,
come quello di estrema destra in carica, hanno condannato le acciaierie di
Taranto a una lenta agonia: proroga dei tempi di acquisizione al 2024, assenza
di investimenti, calo produttivo, nessuna prospettiva di sviluppo, ritardi
sulle bonifiche, deterioramento delle condizioni di sicurezza, cassa
integrazione per 4.700 operai, drastico peggioramento delle condizioni dei
lavoratori nell'indotto.
La sudditanza del governo Meloni alle decisioni del monopolio Arcelor Mittal,
l’immobilismo, la latitanza e l’assenza di risposte da parte dei suoi ministri
e della stessa presidente del consiglio di fronte alle rivendicazioni operaie
sono lampanti e provocano la rabbia operaia.
Siamo come al solito alla socializzazione delle perdite con prestiti pubblici e
alla privatizzazione dei profitti nelle mani di manager-pescecani che a forza
di ricatti e bluff puntano al fallimento delle acciaierie, avvalendosi anche
dello scudo penale concesso dal governo.
La situazione è insostenibile, il perdurante balletto fra governo e Arcelor
Mittal sulla pelle degli operai e delle loro famiglie deve finire!
I lavoratori e le organizzazioni sindacali di fabbrica da mesi si sono
mobilitati e scioperano in massa esigendo certezze per tutti i siti produttivi,
la salvaguardia dell’occupazione, il rientro per tutti gli operai dalla cassa
integrazione, il salario e il rispetto dei contratti di lavoro, la salute e la
sicurezza degli operai e della popolazione.
Lo sciopero del 18-20 gennaio e la manifestazione nazionale a Roma del 19
gennaio servono a dare la spinta per ottenere certezze sul futuro industriale e
occupazionale, il risanamento ambientale dello stabilimento di Taranto e degli
altri siti produttivi. Una lotta che dovrà proseguire con forme e contenuti
all’altezza dello scontro imposto dai nemici della classe operaia.
Basta rinvii e attese snervanti, gli operai non devono essere ostaggio di nessuno!
Si adottino i provvedimenti urgenti e necessari a salvaguardia dei lavoratori e
delle lavoratrici! La pubblicizzazione dell’azienda non vorrà dire la fine
dello sfruttamento, né sarà la soluzione definitiva, poiché la borghesia, in
quanto classe, rimarrà padrona della fabbrica e della filiera dell’acciaio,
tuttavia permetterà di proseguire la battaglia in condizioni più
favorevoli.
La battaglia sulla siderurgia è strategica. La lotta degli operai delle
Acciaierie d’Italia è la lotta di tutti gli operai e delle masse popolari che
sono sottoposti all’offensiva padronale e governativa, ma che resistono
esigendo lavoro, salute, pane e pace.
Sviluppiamo la solidarietà di classe, sosteniamo e difendiamo gli interessi
della classe operaia, uniamo le vertenze per il lavoro e il salario in una sola
mobilitazione generale!
La vicenda dell’ex ILVA dimostra la necessità di rovesciare i disumani rapporti
capitalistici di produzione abbattendo il potere della borghesia e realizzando
la nazionalizzazione socialista dei mezzi di produzione. Solo in una società in
cui sia abolito lo sfruttamento dell’essere umano sull’essere umano sarà
possibile avare fabbriche poste al servizio delle necessità delle grandi masse
lavoratrici, nel rispetto dell’ambiente.
Il futuro del lavoro è nel socialismo! Per queste finalità occorre ricostituire
il partito indipendente e rivoluzionario della classe operaia!
Gennaio 2023
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia